TRA FANTASIA E DEVOZIONE

 

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Rammaricati fortemente per essere stati privati della presenza fisica in cattedrale, al fine di assistere al novenario in onore di santa Maria di Merino( e lo sarà ancora di piu’ quando entreremo nei giorni piu’ importanti della festa), il senso di rimanere nella nostra devozione e tradizione rimane vivo. Tale ci fa sentire appartenenti in toto alla nostra comunità viestana e alla nostra storia e ognuno , nella propria fantasia, si organizza come può per vivere in pieno e nella nostalgia la festa di Santa Maria del 2020. Nessun coronavirus, oltre alla nostra fede, potrà disturbare le nostre aspirazioni artistiche o meno artistiche ma comunque piene di devozione e di attaccamento filiale.

La foto riprodotta esprime in pieno l’attaccamento verso Santa Maria, e ce lo fa capire anche il piccolo Nicholas che guarda con stupore il tronetto realizzato dal suo papà. Quello di quest’anno sarebbe dovuta essere la prima festa patronale per tutti i bambini viestani nati dopo la Santa Maria del 2019. Invece, se loro non lo potranno ovviamente ricordare, saranno i propri genitori e i propri nonni a raccontare quanto sia stata diversa, particolare e nostalgica la Santa Maria del 2020. Sarà un po' come è successo a noi, quando i nostri genitori ci raccontavano della pandemia provocata dalla spagnola. Solo che la storia non ci tramanda che le feste siano state abolite o modificate come accaduto oggi. Per i bimbi neonati di quest’anno sarà solo uno strano ricordo e un motivo per poter dire (un domani) di aver vissuto anche loro un pezzo di storia che rimarrà scritta a lungo negli annali della storia viestana.

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