vieste maggio 2015 detronizzazione del simulacro di merino festa ...

Nel corso dei secoli tanti hanno parlato della  Madonna di Merino, tra leggende che intorno a questa statua ruotano, leggende che comunque attingono le loro origini dalla storia vera.

Ogni cultura locale, si sa, descrive il proprio santo patrono come meglio può e in quella immagine suggella la propria storia o le speranze di un popolo intero. L’uomo sente il bisogno di legarsi a qualcosa di soprannaturale che lo accompagni durante la propria vita. Siamo fatti cosi. Abbiamo bisogno di identificarci in qualcosa che sia piu grande di noi.

La scrittrice Rosanna Bianco nel suo libro riguardante il culto mariano in capitanata dal titolo IL MARE,I VELI,I PELLEGRINI, tenta di pprofondire la storia e il culto mariano verso tre santuari della capitanata, tra cui quelo importante di Vieste. 

In pratica Il libro accoglie alcune riflessioni su tre santuari mariani della Capitanata: l’Iconavetere o Madonna dei Sette Veli di Foggia, la Madonna di Merino di Vieste e la Madonna del Soccorso di San Severo.
L’Iconavetere di Foggia è un’immagine occultata, avvolta in veli almeno a partire dal XVII secolo, probabilmente per mascherare un evento traumatico che ne aveva compromesso la visibilità. La tradizione letteraria ha costruito intorno alla tavola una serie di episodi che hanno accresciuto la devozione: la prodigiosa inventio nella palude dell’icona avvolta in veli scuri nell’XI secolo, le miracolose apparizioni del volto della Vergine dopo il terremoto del 1731, l’affiancamento dei Santi Guglielmo e Pellegrino, giunti a Foggia in pellegrinaggio per rendere omaggio all’icona e morti qui dopo l’arrivo, il legame della Madonna con la città, dalla fondazione alla rinascita dopo il terremoto.
La Madonna di Merino è una scultura lignea policroma, in origine parte di un gruppo scultoreo dell’Annunciazione. La leggenda di fondazione del santuario riassume elementi interessanti, in parte comuni ad altri episodi: innanzitutto, il prodigioso rinvenimento della statua sulla spiaggia di Scialmarino o sull’acqua, avvenuto agli inizi del XV secolo.
La Madonna del Soccorso di San Severo, nata in ambito agostiniano, si lega successivamente alla Confraternita del Soccorso e assolve funzioni di patronato e protezione della città e della campagna, in particolare della produzione cerealicola. La Confraternita acquista nel XVIII secolo una fisionomia esclusiva e si lega al ceto dei ‘massari’ e dei proprietari terrieri sanseveresi, rifiutando l’ingresso di esponenti di altri ceti sociali

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