Cari lettori, dopo un breve periodo in cui volutamente abbiamo voluto dare la possibilità di pregare Santa Maria perchè ci liberi dalla pandemia, riprendiamo a pubblicare nuovi articoli, Ci augiuriamo che il nuovo anno, molto vicino , ci porti gioia e allontani le sofferenze che l'umanità sta ultimamente sopportando.

Nel mese passato Monsignor Giovanni D'Ercole, che abbiamo avuto ospite in occasione della Novena di Santa Maria di Merino di alcuni anni fa, ha lasciato la sua missione pastorale per ritirarsi nella preghiera in un monastero dell'Africa. A lui vogliamo dedicare questo articolo.

Di origini abruzzesi, Monsignor Giovanni D’Ercole, sacerdote dell’Ordine di Don Orione e molto conosciuto presso il santuario dell’Incoronata di Foggia, è stato un volto noto della Rai per aver condotto per ben ventiquattro anni la rubrica religiosa Sulla Via di Damasco. Prima di essere ordinato Vescovo per volere del papa Benedetto XVI, l’allora don Giovanni D’Ercole, su vivo interessamento di Don Gioacchino Strizzi,Giovanni D'Ercole - Wikipedia venne a Vieste in occasione della novena in onore di Santa Maria di Merino, al fine di tenere una seguitissima ed interessante conferenza sulla Madonna durante la Festa a Maria. In quell’occasione fu molto vivo l’apprezzamento dei fedeli viestani verso questo sacerdote, che tutti avevano avuto l’occasione di vedere e ascoltare proprio grazie alle trasmissioni televisive della Rai.L’omelia tenuta durante la celebrazione della santa Messa, celebrata ai piedi di santa Maria di Merino, fu una didascalia attenta e mistica in cui sottolineò il volto e l’atteggiamento del nostro Simulacro,tanto da ricevere un lungo e fragoroso applauso, cosa inusuale e forse non consentita durante la celebrazione eucaristica.

Giovanni D’ercole venne eletto vescovo ausiliare dell’Aquila, e il 12 aprile del 2014 il Papa lo nominò vescovo titolare di Ascoli Piceno. Era la notte del 24 agosto 2016, quando la terra ascolana tremò e le onde sismiche furono avvertite anche a Vieste. Nella sua saggezza ed altruismo, fu uno dei primi ad accorrere ad Arquata del Tronto, epicentro dell’evento sismico, dove scavò con le proprie mani alla ricerca di eventuali superstiti da salvare.

Nella sua indole riservata ma generosa, quasi ad imitare il Papa Benedetto XVI che lo ha voluto successore degli Apostoli, Monsignor Giovanni D’ercole ha recentemente consegnato le proprie dimissioni nelle mani di Papa Francesco per potersi dedicare alla preghiera in un monastero della lontana Africa, quasi da eremita. «Questa rinuncia – ha detto durante il suo messaggio rivolto ai suoi fedeli della chiesa locale e della Chiesa mondiale – è una scelta difficile, sofferta ma profondamente libera, ispirata al servizio della Chiesa e non per interessi personali” «In un momento difficile come questo in cui regna confusione nella società c’è tanta paura e sento profondamente il bisogno di dedicarmi alla preghiera».

Noi che lo abbiamo conosciuto, seppur per poco tempo, non possiamo non affidarlo nelle mani della Vergine di Merino, nella certezza che egli pregherà anche per tutti noi e per la nostra città, di cui ha poi decantato la sua bellezza straordinaria,

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