IMG-20160510-WA0010.jpgSe il tempo avesse le ali, avremmo l'impressione che davvero voli e basterebbe un batter d’ali per rivedere  gli anni che, nello scandire del tempo, hanno plasmato la nostra presenza su questa  Terra, e  nella nostra città.

Senza farci prendere dalla malinconia ci accorgiamo che è già trascorsa una settimana ( lo sarà esattamente domenica prossima) dalla festa di Santa Maria di Merino che un invisibile virus non ci ha permesso per la seconda volta di svolgere come Vieste da sempre ha saputo fare. Nemmeno il periodo del brigantaggio è riuscito a fermare la processione di Santa Maria, né tantomeno le guerre o le epidemie o le carestie. Ma erano altri tempi, Erano i tempi in cui tante cose non si conoscevano e non si conosceva neanche come fermarle. O forse era proprio la fede e la devozione in Santa Maria di Merino il toccasana verso tutti i mali tanto che il pellegrinaggio rimaneva atto di sottomissione ed unica "arma" per implorare la Madonna di fermare quel grave danno che Vieste stava sopportando. Era il tempo in cui ci si recava scalzi fino al santuario e non certamente si andava come fosse una scampagnata.

Le attuali disposizioni, non piu’ strette come lo scorso anno, ci hanno comunque permesso di recarci in chiesa o presso il Santuario di Merino. Ognuno nel suo cuore ha potuto fare festa a Maria e ha potuto pregare ai suoi piedi. Dobbiamo accontentarci e dobbiamo continuare ad essere prudenti perché l’Italia nei suoi colori rosso, arancione,giallo…..non è ancora bianca. Ma presto ne usciremo!!

A conclusione del lungo periodo che ha caratterizzato la nostra festa, dopo i ringraziamenti espressi qualche giorno fa con un nostro comunicato, vogliamo ringraziare in primo luogo Don Giorgio Trotta che ha celebrato le Sante Messe in tutti i giorni dei sabati dedicati a Santa Maria, don Gioacchino Strizzi che costantemente ci ha fornito supporto e collaborazione, Don Pasquale Vescera ,presidente del Capitolo Concattedrale, sempre disponibile a darci suggerimenti e Padre Francesco Langi che da sempre ha propagandato la nostra festa presso i Frati Cappuccini, facendo innamorare anche loro della nostra Santa Maria di Merino.

Sia nel santuario di Merino che nella chiesa di San Lorenzo la Madonna ci aspetta ancora per gli ultimi incontri dedicati alla sua festa nel giorno dell’ottavario. Chi potrà farlo non faccia mancare la sua presenza.

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