IMG_20210327_113442_1.jpgLa ricchezza esuberante della natura garganica potrebbe essere stato un motivo per cui Plinio il vecchio abbia citato la nostra terra nella sua “Naturalis historia”.Un trattato importante dove si parla appunto della complessità della natura. Probabilmente nessuno, tranne questo autore, fa accenno all’antica Merinum ( i merinates ex Gargano). Lo fa in modo molto “risicato” e ci avrebbe sicuramente fatto piacere se avesse scritto qualcosa in piu'. Tuttavia, mettendoci in osservazione di quello che resta dei ruderi dell’antica Merinum, diventa facile e piacevole concludere come questo piccolo villaggio, o antica villa, abbia avuto origini romane e centro rilevante per l’intero Gargano. Qui restano pochi ma privilegiati resti che sicuramente meriterebbero piu’ risalto e attento studio. Lo stesso luogo degli scavi per la storia di Vieste sono particolari perché leggende o storia vogliono che qui abbiano trascorso brevissimi periodi personaggi famosi per la chiesa quale San Marino e il papa fuggiasco San Celestino V. Ma per i Viestani questo luogo diventa importante per la presenza di una Statua misteriosa e particolare,sulla quale  il leggendario ritrovamento nella vicina spiaggia di scialmarino impernia tutta la storia e destino della città di Vieste. Da secoli il nostro popolo venera sotto il titolo di Santa Maria di Merino la sua Protettrice.E qui gli abitanti vollero costruire una chiesetta piccola e bianca che con i successivi lavori di ampliamentro è divenuta polo importante per la fede mariana del viestano. Gli scavi,iniziati nel 1938, non sono stati mai conclusi e quanto era stato scoperto, i contadini dell'epoca lo hanno riseppellito,o notizia ancor piu’ triste,lo hanno distrutto. Le ipotesi sulla scomparsa di Merinum sono molteplici . Si parla di inondazione, o di un terremoto, o messa a ferro e fuoco dai saraceni, o semplicemente e piu’ probabilmente abbandonata perché qui la sicurezza non era piu’ possibile.
Oggi, Il Santuario di Santa Maria di Merino, e’ santuario diocesano, reso tale da Monsignor Domenico D’Ambrosio. Sorge a 7 km a Nord di Vieste. La piccola bianca chiesetta, è un pregevole esempio di chiesa rupestre della Puglia, simile alle masserie di una volta.splendidamente arricchito da recenti mosaici all'esterno e da affreschi nella parte interna. Gli affreschi raffigurano la Madonna di Merino cui una schiera di Angeli porge una corona d’oro mentre ai suoi piedi vengono  santi e personaggi illustri per Vieste che le fanno da corona: Tra questi  spicca in modo evidente la figura del servo di Dio Don Antonio Spalatro, prete umile e santo, innamorato fortemente di Santa Maria di Merino.

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