Menu Chiudi

DON ANTONIO E IL SUONO DELLE CAMPANE

INIZIATE LE CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DALLA NASCITA DEL PRETE SANTO DI VIESTE

Forse per la presenza di circa cinquanta suore e di tanti sacerdoti convenuti per rinnovare il loro voto alla vita consacrata,la basilica cattedrale di Vieste ha vissuto poche altre volte una emozione simile. Ma era desiderio del nostro Arcivescovo, amante delle virtu’ di Don Antonio Spalatro,che ciò si realizzasse in occasione della apertura delle celebrazioni commemorative per i cento anni dalla nascita del Servo di Dio.  Si narra , ha detto l’ Arcivescovo, che Don Antonio, nato il giorno della candelora di cento anni fa, sia venuto al mondo proprio nel momento in cui da questa basilica cattedrale echeggiava sulla città di Vieste il suono delle campane perché era la festa della candelora, giorno dedicata alla Madonna. E chi nasceva in un giorno dedicato alla Madonna, diceva il giovane seminarista “Totonno” era un predestinato. Don Antonio sentiva la sua vita ardere. Non che diventasse agiata ma piena di sofferenza, perchè il suo amore verso Gesu’ sacramentato e verso la gente lo faceva sentire desideroso di immolazione. Già da seminarista don Antonio immaginava, appena diventato prete, di avere subito un incarico per potersi dedicare alla gente povera. Ma questo incarico non arrivo’ subito. Per questo sentiva di essere  inutile, ma mai ebbe momenti di scoraggiamenti perché la sua “inutilità” era sempre offerta come sofferenza a favore delle anime, fino al giorno in cui la sua attesa ebbe termine per l’affidamento della nascente parrocchia del SS. Sacramento.

Oggi anche noi, ha continuato il vescovo, abbiamo “sentito” le campane , ma erano soprattutto le campane dei nostri cuori che hanno suonato a festa. Se don Antonio non fosse stato il sacerdote dei semplici, in questo momento probabilmente non saremmo qui.

Vieste, ha continuato il Vescovo nella sua omelia, è una città baciata da Dio per le bellezze dei luoghi ma anche perché vive delle orme di Don Antonio Spalatro che, a distanza di cento anni, sono piu’ vive che mai e siamo fiduciosi che il desiderio di vederlo onorato sugli altari  si realizzi presto.

Don Pasquale Vescera che all’inizio della celebrazione eucaristica ha ringraziato il Vescovo, i sacerdoti, le suore e tutte le autorità civili e militari nonché il popolo di Dio, ha esortato tutti i presenti ad essere parte viva nelle preghiere, perché Don Antonio, già santo per tutti i viestani, sia riconosciuto santo anche  dalla Chiesa Universale.

La celebrazione e’ terminata poi con l’intervento di Padre Marco Arciszewski, responsabile diocesano della vita consacrata ,che ha invitato tutti i presenti a vivere la propria vocazione sotto l’esempio del giovane prete di Vieste.