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CON IL PRIMO SABATO DI MARZO, INIZIA L’ATTESA PER LA GRANDE FESTA

Con l’arrivo dei numerosi pellegrini e la campana del santuario che suonava a festa, Merino ha spalancato le porte ai primi albori di primavera e soprattutto all’inizio della lunga preparazione mariana alla grande festa del 9 maggio.

In questo primo incontro dedicato a questo nuovo cammino mariano, ha celebrato la Santa Messa il Rettore del santuario Don Antonio De Padova che , durante l’omelia , e dopo aver declamato il vangelo di oggi che riguardava  il brano del Padre misericordioso, ha detto che  il cuore del Padre non smette mai di pulsare per i suoi figli, ed egli stesso  chiede a ciascuno di noi di avere lo stesso cuore, cioè non stancarsi mai di amare gli altri ma di avere tanta pazienza. Noi, riferendosi alla parabola del figliol prodigo, tante volte siamo come il figlio maggiore. Egli era invidioso  della salvezza del fratello minore. Egli voleva che si salvasse da solo perché da solo era rimasto a obbedire ai desideri del proprio genitore. Egli non capiva , e forse non desiderava affratto, che ci fosse spazio per un altro che, come peccatore, aveva sperperato il proprio tempo in occasioni che rendono mediocre la propria vita. È importante, ha concluso don Antonio, non pensare solo al proprio  tornaconto ma prodigarsi affinchè tutti si avvicinino a Dio e possano avere la propria salvezza , sia del corpo ma soprattutto dell’anima.

La giornata di sole ha davvero aperto le porte ad una speranza di salvezza e al desiderio di tutti che cessino definitivamente i venti di guerra che, nonostanti i tanti incontri tra i potenti della terra, non hanno ancora prodotto quello che è nell’auspicio di tutti.

La Madonna di Merino ci protegga e stenda la sua mano pietosa anche su quelle persone lontane da noi ma soprattutto lontane dalla gioia.