CELEBRATO IL SECONDO SABATO DI SANTA MARIA

E’ davvero un piacere per me, ha detto Don Emanuele, Parroco reggente della Parrocchia Santa Maria delle Grazie,essere qui per la prima volta, e sto pian piano scoprendo le belle e antiche tradizioni della città di Vieste. Siamo tutti pellegrini su questa terra e ammiro il sacrificio che voi tutti avete fatto per raggiungere a piedi questo luogo benedetto dalla Madonna e dalla storia.
Oggi, ha detto Don Emanuele, il Vangelo ci racconta di un pubblicano e un fariseo che salgono al tempio per pregare. Ma mentre il fariseo va in avanti e fa in modo per farsi notare, perché ama prima di tutto il proprio io e la propria dignità, Il pubblicano va a mettersi in ultima fila nella propria timidezza e nella consapevolezza dei propri peccati. È al pubblicano che dobbiamo guardare. Con la sua stessa umiltà, dobbiamo tutti riconoscerci bisognosi di Dio e bisognosi gli uni degli altri, nell’amore reciproco e nella gioia del camminare insieme. Un po’ come avete fatto voi – ha concluso don Emanuele -in questo cammino di quaresima e in questo cammino che ci porterà a venerare la Madonna di Merino nella sua grande giornata de 9 maggio..
Un saluto di benvenuto per essere qui per la prima volta, ha detto Don Antonio De Padova – rettore del santuaRIO -al termine della celebrazione. Don Antonio ha ringraziato don Emanuele anche per il suo “sacrificio” di celebrare a Merino, nonostante la stanchezza fisica, essendo appena tornato da Assisi per venerare le spoglie di San Francesco insieme alla comunità della Madonna delle Grazie.